La Fase 2 e gli adolescenti

La Fase 2 e gli adolescenti

Finalmente siamo arrivati al 4 Maggio la tanto “rincorsa” ed agoniata Fase 2 cos’è cambiato? In realtà poco e niente, per la gioia di qualche adulto che potrà tornare al lavoro, la gioia di rivedere parenti stretti e per fortuna riaprono parchi  e si potrà tornare a svolgere attività sportiva all’aperto. Si pensa ai nonni per vedere i nipoti, alle fidanzate/i, agli sportivi, ai bambini per le passeggiate al parco, ma non si pensa o rimango in sordina gli adolescenti, che in realtà fanno parte di molte categorie sopra citate ma nessuna in particolare. Degli adolescenti non se ne è parlato neanche nella Fase 1, solo per i loro obblighi da studenti e per scrivere e dire che avrebbero seguito le lezioni da casa in pigiama, insomma li critichiamo e basta, sembra quasi che non si meritino una parola di conforto o sostegno.

Di cosa avrebbero bisogno gli adolescenti? Considerato che l’adolescenza inizia  verso  12 anni e termina verso i 24, un range molto ampio con esigenze molto diverse, ma i bisogni alla base sono molto simili voler essere ascoltati ma non invasi, non soffocati di premure e di domande, avere la fiducia degli adulti e sentirsi sostenuti in ciò che fanno. La maggior parte di loro non vuole consigli ma vuole parlare a “ruota libera” senza essere giudicati o intrappolati in nessuno schema.

In questo periodo potremmo dividere gli adolescenti in due categorie:

  1.  1. ragazzi/e che hanno sofferto solo in parte la quarantena con tutte le restrizioni, di solito li cataloghiamo come “a-sociali”, “solitari” in realtà sono timidi poco portati alle relazioni sociali, parlano poco, hanno delle idee molto chiare ma le tengono per loro. Questo periodo,  apparentemente sereno o magari non hanno dimostrato particolari difficoltà perché non amano la confusioni, e potrebbero avere difficoltà ad uscire. Come aiutarli e sostenerli: mostrandogli vicinanza aiutarli ad uscire, insieme a voi genitori ma senza forzarli, non sottolineare “che è strano che non vogliano uscire” “che io alla tua età facevo mille cose, non mi bastava mai il tempo”, condividere con loro ciò che provate voi ora da genitore, non che siete preoccupati per loro. Sono abbastanza grande da poter comprendere le vostre preoccupazioni (lavoro, nonni, preoccupazioni per loro in generale per come sarà per il prossimo periodo), in questo modo potreste entrare in sintonia. Daniel Siegel, uno psichiatra americano che si occupa principalmente di bambini ed adolescenti, afferma che il miglior modo per avere un dialogo con gli adolescenti è entrare in sintonia con loro, per sintonizzare s’intende la capacità di comprendere ciò che stanno provando, comprendere ciò che li porta ad un comportamento specifico.
  2.  L’altra tipologia di ragazzi/e sono coloro che hanno manifestato fin dall’inizio una certa insofferenza ad abbandonare le loro abitudini e le uscite (lo sport, la scuola, gli amici…), hanno preso bene la fase 2 perché cosi potranno uscire, fare attività all’aperto incontrarsi con gli amici, ma anche loro potrebbero avere delle resistenze nel voler uscire oppure uscire pensando di essere incolumi al virus. Come aiutarli e sostenerli: anche in questo caso la sintonizzazione potrebbe essere nel non giudicarli per superficialità nell’uso della mascherina e delle distanza, comprendere cosa li porta ad esserli così poco attenti, prendersi poca cura di loro stessi.

La cosa che conta di più nella relazione con gli adolescenti è fargli comprendere che siete genitori presenti e non invadenti, dare la propria disponibilità al dialogo ascoltando ma allo stesso tempo condividere i vostri sentimenti per loro ma in generale per la situazione che si sta vivendo in questo periodo; cercarli di coinvolgere il più possibile nei dialoghi tra i genitori, coinvolgerli nelle attività della casa ma anche rendervi disponibili ad essere coinvolti in qualche attività con loro (sport, un gioco virtuale, un balletto su Tik Tok) qualcosa che appartenga al loro mondo e poco al vostro. Aiutateli nel prendere sicurezza in loro stessi, affidategli compiti, attività senza il bisogno di controllarli di continuo, fategli sentire che vi fidate di loro.

Evitate le critiche, le svalutazioni per ciò che fanno e guardano in tv oppure per le persone che frequentano, in modo particolare adesso, si sono stati “rubati” quasi 2 mesi di relazioni sociali, di amici, di litigi, ma anche di imprese schiocche, siate più morbidi, cercate di dire meno no di dire quelli che ritenete importanti impossibile che siano tutti indispensabili.

Ricordatevi che a livello emotivo e sociale sono le persone che hanno perso di più.

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