Bambini

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BAMBINI

I bambini spesso sono lo specchio degli adulti che hanno vicino, genitori, nonni ma anche insegnanti ed allenatori. Per bambini s’intende quella fascia d’età che va da 1 a 10 anni. Una fascia d’età molto vasta che ha richieste ma anche problematiche molto diverse tra loro. Un bambino/a non chiede spontaneamente di andare dallo psicologo o di “parlare con qualcuno” la richiesta viene sempre dai genitori a da qualcuno per loro. Questo significa che i genitori si sono accorti che il bambino ha comportamenti/atteggiamenti diversi rispetto a qualche tempo prima.

Nella mia esperienze non sono solo i genitori, spesso anche insegnanti o i nonni notano una difficoltà nel bambino. Non è facile capire quando è un disagio importante o quando è un qualcosa da sottovalutare, ciò accade perché molto spesso i bambini non sono in gradi di spiegare cosa stanno provando e cosa gli sia successo.

Quando andare dallo psicoterapeuta?

Si chiede aiuto ad uno psicoterapeuta quando il proprio figlio manifesta:

  • comportamenti non in accordo con l’età che ha;
  • aggressività eccessiva (morsi, calci pugni);
  • difficoltà nello svolgere un gioco per più tempo, per bambini dai 5 anni in poi;
  • difficoltà ad esprimersi;
  • difficoltà a rispettare le regole;
  • scarso interesse alle relazioni ed al dialogo con gli altri.

Questi sono solo alcuni dei motivi. Con i bambini non si può svolgere una vera e propria terapia come sugli adulti, si utilizzano mezzi diversi oltre alla parla: alcuni tipi di giochi (logici, di sociliazzazione,…) per comprendere l’area in cui trova difficoltà; disegni, costruzione di lavori utilizzando materiali alternativi (sabbia, das, costruzioni,…). I bambini non vanno mai da soli in terapia deve essere presa in considerazione tutta la famiglia perché molto spesso loro manifestano un disagio che vive tutta la famiglia, gli altri riescono a “far finta di nulla” oppure “negarlo” loro, i bambini, lo manifestano nella modalità che gli è più facile.

Un prototipo di terapia per bambini è:

  1. il primo incontro: si da appuntamento solo ai genitori, che espongono il problema;
  2. il secondo incontro: viene accolta tutta la famiglia, una parte dell’incontro si svolge tra tutti i componenti della famiglia, la seconda parte dell’incontro solo con il bambino, la terza parte ci si confronta di nuovo con tutta la famiglia e si riporta ciò che lo psicoterapeuta ha osservato e ciò che è emerso dal bambino;
  3. se il terapeuta ritiene che il bambino abbia bisogno di più incontri, la famiglia dovrà incontrarsi con il terapeuta 1 volta ogni 2 mesi circa, in modo che i genitori siano sempre a conoscenza di quello che accade nella relazione bambino terapeuta e soprattutto che accolgano in maniera positiva i cambiamenti del bambino stesso.

In alcuni casi la terapia potrebbe non essere la soluzione potrebbero emergere delle difficoltà cognitive o psicomotorie che dovranno essere affrontare da altri specialisti.

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