L’estate con il Joy Summer Camp di Sport Senza Frontiere (2 parte)

L’estate con il Joy Summer Camp di  Sport Senza Frontiere (2 parte)

La settimana del Joy Summer Camp del 2017 si conclude con un grande spettacolo finale con la presenza di molti ragazzi delle tre settimane precedenti. È stato un bel momento quando tutti i ragazzi sia sul palco che sparsi per la piazza hanno cantato il jngle di Joy, loro stessi si sono commossi ed uniti in un abbraccio. È stato bello vedere tante persone adulti, genitori e ragazzi emozionati per qualcosa di bello “una settimana da non dimenticare”.

Sull’onda di mille emozioni, messaggi ed email da parte delle famiglie e dei ragazzi stessi, Joy Summer Camp da appuntamento all’estate 2018.

Personalmente l’esperienza come psicologa, con bambini e ragazzi che hanno avuto un esperienza così forte come il terremoto e tutto quello che comporta (perdita della casa, di persone care, il timore della morte) è stata molto formativa ho avuto un ulteriore conferma che i bambini ed i ragazzi hanno delle grandi risorse per far fronte alle difficoltà, che hanno bisogno di molto più tempo per poter parlare di ciò che hanno provato e vissuto e soprattutto devono essere liberi di poterne parlare quando decidono loro.

Durante l’inverno SSF lavora per migliorare il Joy Summer Camp, l’estate 2018 sarò al Camp due settimane. Come detto durante la formazione l’obiettivo della settimana è fare sport e donare ai ragazzi momenti diversi rispetto al loro vissuto considerato che l’emergenza terremoto è passata anche se l’emozioni che vivono sono sempre molto forti perché la situazione non è tornata alla normalità.

L’entusiamo con cui parto è molto perché una parte dello staff, in entrambe le settimane lo conosco e, lo scorso anno è nata una buona complicità, sia lavorativa sia personale che ci ha consentito di lavorare bene.

Per lo staff la settimana inizia il sabato con riunioni ed organizzazioni (accoglienza, stanze, gruppi dei ragazzi …) il team building, in accordo con i coordinatori, sarà una corsetta  o camminata mattutina, la maggior parte dello staff partecipa, partiamo tutti insomma ma ben presto si creano sotto gruppi ma lo streching finale lo facciamo tutto insieme.

Le settimane scorrono piacevolmente sia come raccontano i ragazzi ma anche per lo staff. A differenza dell’anno precedente il sostegno richiesto era rivolto principalmente a problematiche adolescenziali ed in alcuni casi di inclusioni in gruppi che si erano formati nell’anno precedente, solo per i più piccoli alcune volte è stato un intervento più tecnico di accoglienza e gestione della nostalgia.

Anche quest’anno la festa finale è stata ricca di emozioni e commozione in modo particolare quando un papà ha volute ringrazie SSF per il lavoro svolto, per la professionalità “ pensare che i nostri figli possano vivere una settimana spensierati lontano dai ricordi e dalle macerie di un anno fa ci fa vivere più sereni e con la speranza di credere che ci sono persone ed organizzazioni che si muovono ed aiutano veramente”. Altrettanto emozionante è stata la lettera di un ragazzo al suo secondo anno di Joy “ ringrazio Sport Senza Frontiere per questi due anni per avermi regalato degli amici  in più per avermi aiutato a crescere.

La serata si conclude con abbracci ed un arrivederci all’estate 2019.

Come psicologa e nell’aver visto crescere questo progetto sono contenta di farne parte e che venga apprezzato sia dai ragazzi che dai genitori. La cosa interessante è che da un valore in più è che è stato raggiunto l’obiettivo che è racchiuso nel motto di Sport Senza Frontiere “Lo sport può cambiare il mondo”.

 

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