L’estate con il Joy Summer Camp di Sport Senza Frontiere onlus(1 parte)

L’estate con il Joy Summer Camp di Sport Senza Frontiere onlus(1 parte)

La preparazione dell’estate per Sport Senza Frontiere Onlus, inizia a dicembre.

Sport Senza Frontiere Onlus (SSF) è una Onlus che ha l’obbiettivo di far praticare attività sportiva ai bambini che economicamente non possono permetterselo. SSF ha anche altri progetti tra cui insegnare ai bambini molto piccoli (da pochi mesi a 2 anni)a nuotare insieme alle loro mamme, aiutare i minori rifugiati politici ad integrarsi utilizzando lo sport.

Oltre a questo SSF ha un nutrito gruppo di runner ed io inizialmente li ho conosciuti cosi, si corre si organizzano serate, corse più o meno importanti per raccogliere fondi per i diversi progetti.

Con il terremoto di Amatrice, il 24 Agosto 2016,  SSF decide di organizzare un Summer camp per i bambini / ragazzi dai 6 ai 17 anni. L’obiettivo è praticare sport è in alcuni casi provare anche sport diversi.

 Il 17 Giugno 2017 inizia la prima settimana di Joy Summer Camp, la località scelta è il Terminillo (Rieti) perché permette di praticare trekking, atletica, calcio, judo presso il campo di Altura e di praticare nuoto presso una piscina di Rieti.

La novità introdotta da SSF in un camp estivo è la presenza dello psicologo 24h su 24. Il ruolo dello psicologo è di  sostenere i bambini e ragazzi che potrebbero avere dei momenti di difficoltà rispetto all’esperinza vissuta con il terremoto.

Lo psicologo seguiva il gruppo dei ragazzi durate tutte le attività sportive e non, in questo modo sia i ragazzi che lo psicologo stesso poteva parlare e sostenere i ragazzi in momenti di sconforto più o meno importanti.

Per alcuni ragazzi era la prima esperienza fuori casa, per altri no ma l’aver cambiaro casa o averla persa, vedere il proprio paese in alcuni momenti poteva portare a delle difficoltà di integrazione in un nuovo gruppo di ragazzi.

Per gli educatori ed i responsabili era semplicemente una persona con un att nazione psico – educativa più mirata. I genitori  nel lasciare i propri figli dopo un evento tragico come il terremoto hanno affermato di sentirsi più “tranquilli”.

 

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